Tutte le persone apprendono un linguaggio specifico legato alla qualità delle relazioni avute con i propri “caregiver”.
Si individuano quindi diversi linguaggi relazionali che si apprendono durante la crescita:
- il critichese
- lo svalutese,
- il vittimese
- l’accogliese
- ………………
In base al linguaggio specifico a cui un bambino è abituato, egli tenderà ad utilizzarlo nella sua vita relazionale perchè è il linguaggio “madre” che conosce.
Questo automatismo comunicativo può essere interrotto se si attiva la consapevolezza rispetto ad esso da parte dei genitori, educatori, facilitatori che si orienteranno quindi ad attivare una relazione antitetica a quella del loro copione.
Questo passaggio prevede:
– “ri-conoscere” il proprio stile inefficace che ha modellato lo stile comunicativo del figlio
– forte motivazione ad attivare un cambiamento
Accade pertanto che di fronte ad un modalità critica e provocatoria, il genitore o educatore non “si aggancia” allo stesso stile comunicativo, ma cambia copione e risponde in “accogliese”: “aiutami a capire…”
Inizia in tal modo l’apprendimento di un nuovo stile comunicativo e relazionale che sia funzionale alla circolarità della comunicazione.
Gli strumenti dell’ascolto attivo e del messaggio assertivo sono efficaci modalità per attuare “il cambio di marcia” comunicativo ( cfr. Metodo T. Gordon).
Partendo dunque dalla considerazione fondamentale in base al quale il Se’ si definisce attraverso e in base alla qualità delle relazioni significative della crescita, in un processo di continua interdipendenza ed evoluzione, si arriva a comprendere che il Sè potrà essere continuamente rinforzato e/o ristrutturato.
Non è mai dunque troppo tardi per investire in cambiamenti significativi, lì dove rileviamo “campanelli di allarme”!
Per questo sono di estrema importanza i percorsi di “cura e sostegno “ alla genitorialità, al fine di accompagnare i genitori alla scoperta delle proprie competenze relazionali per comprenderne il vero significato e la fondamentale funzione di promozione del benessere delle relazioni familiari e di conseguenza personale.
Mi piace concludere questo articolo ricordando quanto viene detto a proposito del diventare genitori: “ la nascita di un genitore coincide con il lutto evolutivo di sè come figlio”( Lebovici,1989).
Da questa consapevolezza si parte per la vera nascita di un sè adulto che può a sua volta prendersi cura efficacemente di una nuova vita che cresce.
( dal testo Genitori e Figli: crescere insieme. Un itinerario per genitori tra le diverse fasi evolutive. Raffaele Mastromarino. Ed.Erickson)