Se ti fai questa domanda è perché vuoi trovare la tua chiave per aprire nuove porte di conoscenza e di consapevolezza.
E’ darsi la possibilità di modificare ciò che non ti piace, ciò che impedisce la tua piena espressione e potenzialità!
Usiamo questa chiave per entrare a conoscere i tre bisogni comunemente indicati come i fattori che ostacolano la libera ed autentica espressione di se stessi:
- Approvazione
- Sicurezza
- Controllo
📍BISOGNO DI APPROVAZIONE📍
Questo veleno ci impedisce di essere connessi con la nostra Vera Identità, non la conosciamo in quanto troppo impegnati a cercare di essere cosi come vogliono le persone a cui chiediamo approvazione.
Ma come accade tutto ciò❓
Quando nasciamo e per tutta la prima infanzia non abbiamo consapevolezza della nostra identità.
Ci riconosciamo nei rimandi delle figure di riferimento.
I nostri genitori, i familiari, coloro che si prendono cura di noi sono lo specchio attraverso cui iniziamo a conoscerci.
Acquisiamo inoltre la percezione che loro, “più grandi di noi”, siano depositari di ogni verità, e quindi ci fidiamo, diamo ascolto, obbediamo a ciò che ci viene detto.
E’ la fase di “idealizzazione” dei nostri caregiver, essi sono i nostri riferimenti, il nostro faro.
Accade che talvolta crescendo, anche quando percepiamo una certa discordanza tra ciò che sentiamo e ciò che ci viene detto, tendiamo ad uniformarci alle loro indicazioni, ci fidiamo che essi sappiano più di noi stessi cosa è meglio.
Questo processo nasce dal bisogno evolutivo di conferma che caratterizza il periodo dell’infanzia ( all’incirca fino ad 8/10 anni) e termina quando si inizia a percepire il nuovo bisogno evolutivo di disconferma, tipico dell’adolescenza e propedeutico alla ricerca della nuova identità.
Il passaggio dalla dimensione bambino alla dimensione adulta è spesso descritta come un nuovo travaglio che porta ad una nuova nascita di sé, il sé adulto
Talvolta questa nascita, in realtà non si completa pienamente.
Ciò avviene quando il fisiologico bisogno evolutivo di conferma viene da noi conservato anche in età adulta, trasformandosi in ricerca di “approvazione” generalizzata e la conferma altrui diventa più importante della nostra stessa approvazione.
Siamo in una vera e propria dipendenza.
Le conseguenze più evidenti sono: scarsa autostima, senso di vittimismo e conseguente sensazione di non avere in noi stessi alcun potere di cambiamento…mancanza di connessione con i nostri reali bisogni, valori, sentire e assenza di libertà decisionale autonoma.
Quando riusciamo a “risvegliarci”, acquisendo la consapevolezza di essere ingabbiati in tale dipendenza, siamo finalmente liberi di instaurare con gli altri relazioni di Amore autentico, reciproco, incondizionato.
Gli altri non sono l’oggetto della nostra dipendenza perché siamo liberi di agire seguendo noi stessi.
📍BISOGNO DI SICUREZZA📍
Strettamente collegato alla paura del cambiamento,
blocca la nostra evoluzione personale, la capacità di diventare la migliore versione di noi stessi.
Tendiamo ad aggrapparci a comportamenti e situazioni abitudinarie anche quando queste ci procurano malessere.
L’abitudine è un lento veleno che ci frena e ci anestetizza.
Alla radice c’è un ampio senso di sfiducia nella possibilità che ci sia un “messaggio benevolo” in ogni cosa che accade.
Questa possibilità attiene alla capacità di saper leggere in profondità il senso degli eventi della nostra vita e di conseguenza guardiamo gli accadimenti come occasioni per attivare risorse inesplorate che ci appartengono.
Emergiamo da situazioni difficili” quando accettiamo la legge universale di “causa ed effetto”.
Essa dice che: “Ogni evento che entra nella nostra vita lo fa per un motivo ed è quindi giusto comprenderne il messaggio, svelando a noi stessi quale causa (leggi: nostra azione/ comportamento, modalità) l’ha provocato”
Tutto ciò attiene alla possibilità di riprenderci il potere della nostra esistenza, partendo dalla “responsabilità” delle nostre scelte, azioni e modi si essere.
📍BISOGNO DI CONTROLLO📍
Questo bisogno va “a braccetto” con il bisogno di sicurezza🔐
In realtà l’abbandono del bisogno di controllo apre alla bellissima sensazione, che è a sua volta un bisogno opposto:
la “libertà”.
Per realizzare la nostra libertà abbiamo bisogno di recuperare la capacità di lasciar andare tutto ciò che sappiamo di non poter cambiare,
aprendoci alla fiducia che “quello che accade è sempre il meglio per me”,anche e soprattutto quando esternamente ciò non è così percepito.
Il più delle volte diciamo:
“Con il senno di poi mi è tutto più chiaro”
o ripercorrendo gli eventi della nostra vita riusciamo a collegarne i punti…
un po’ come si fa nel famoso gioco di unire i punti seguendo i numeri per ottenere la figura finale non intuibile in partenza. Ecco nella vita accade proprio cosi,
Allora perché non aprirsi da subito alla straordinaria occasione di coltivare in noi questa amorevole fiducia che
“ogni avvenimento abbia in se stesso qualcosa di buono, qualcosa di produttivo,
il riflesso dell’Amore che in ogni cosa è”? (G. Garbusio)
Questo non significa voler evitare il dolore che ci attraversa quando veniamo colpiti da eventi tragici, piuttosto evitare che il dolore sia fine a se stesso e si trasformi nella nostra prigione.
Quando attraversiamo il dolore con la profonda e intima consapevolezza che tutto avviene per esplicitare a noi stessi la strada del nostro progredire,
allora e solo allora diventiamo guide di noi stessi, decidiamo di riprendere l’indicazione che ci riporta al nostro vero cammino.
“Puoi cambiare solo te stesso ma questo cambierà ogni cosa” ( Gary Goldestain)
